Doratura

Pubblicato il 20 Febbraio 2007 da Margherita Briganti.
Categorie: Arte, pittura, decorazione.

DoraturaLa tecnica della doratura consiste nell’applicazione, su qualsiasi superficie, d’oro in foglie (o in polvere). La doratura è stata ampiamente usata fin dall’antichità, per la decorazione, accanto all’oro massiccio. Esistono reperti dorati con foglia d’oro risalenti a 3000 anni fa, come le maschere di Tutankamon, faraone della diciottesima dinastia egiziana. Anche i Bizantini usarono molto l’oro mescolandolo con la cera. Cinesi e Giapponesi hanno dipinto su superfici totalmente dorate. In tempi relativamente recenti, i costi minori, hanno consentito la diffusione della doratura a foglia per decorare stucchi e architetture di chiese e palazzi. Attualmente questa tecnica è usata per impreziosire cornici di valore e per realizzare decorazioni e rifiniture particolari. Per essere bravi doratori è necessaria molta esperienza e la conoscenza di tecniche specialistiche come l’uso del gesso di Bologna e del Bolo (sostanza argillosa che si applica come base per la foglia d’oro – può essere di colore rosso, giallo o nero). Al fine di ottenere decorazioni d’effetto su materiali di poco pregio è però sufficiente l’uso della foglia metallica colore oro (oro falso) che essendo molto più pesante di quella d’oro zecchino è di più facile applicazione e di costo chiaramente inferiore. Se ben antichizzata, consente inoltre di ottenere ottimi risultati. Questo è il tipo di doratura che affronteremo, cioè la doratura a missione, estremamente semplificata rispetto a quella che richiede l’uso di oro vero. In questo caso è sufficiente applicare sull’oggetto un’emulsione a base vinilica che si chiama missione. In particolare quella che useremo è una missione all’acqua a 10 minuti, ne esistono infatti, altri tipi con tempi più lunghi (3/12 ore). E’ sufficiente passare una mano ben tirata (in pratica senza accumuli)) sull’oggetto da dorare e aspettare 10 minuti. L’importante è ricordare che prima dei dieci minuti la foglia d’oro non attacca, se passano più di dieci minuti, anche delle ore, la foglia d’oro attaccherà ugualmente senza problemi. Per quanto riguarda l’argentatura si segue lo stesso procedimento. L’argento che si utilizza non è allo stato puro, ma è mischiato con leghe come lo zinco, il rame, l’alluminio e altri metalli. L’argento è uno dei metalli più anticamente conosciuti e in passato era usato spesso anche per le false dorature, più economiche che quelle vere perchè l’oggetto argentato, se laccato più volte con la gomma lacca, acquista il colore caldo dell’oro. L’argento trattato in questo modo si chiama argento a mecca.

GOMMALACCA Per modificare il colore,antichizzare, proteggere la foglia d’oro o d’argento si utilizza la gommalacca. La gommalacca è il prodotto di una simbiosi tra la resina di una pianta delle indie orientali e un insetto che ci vive. In commercio si trova in bastoni, grani, ma soprattutto in scaglie e prepararla è facilissimo. Si riempie un recipiente di vetro, che abbia una chiusura ermetica, con gommalacca in scaglie e si versa dell’alcol a 94° fino a ricoprirla, lasciando anzi un dito di alcol sopra. Il giorno dopo è pronta per essere usata. Si mantiene nel tempo, l’importante è che il contenitore rimanga ben chiuso.

IMPORTANTE La gommalacca, essendo una lacca a base alcolica, teme l’acqua e l’umidità. Alla presenza di una delle due, invece di mantenere il suo colore giallastro-trasparente, inizia a diventare bianca, rovinando così la patina che si sta creando. A questo inconveniente si può ovviare utilizzando sempre pennelli asciutti o puliti accuratamente in alcol e facendo questo lavoro in un luogo esente da umidità. Se nulla di tutto questo sarà eseguito e la gommalacca comincia a "sbiancare" si può avvicinare all’oggetto una fonte di calore (es. un phon).