Icona

Pubblicato il 6 Marzo 2007 in Arte, pittura, decorazione  e taggato


Dal greco classico eiko’n-onos che vuol dire immagine. E’ difficile dire quando siano sorte storicamente le icone. Una tradizione attribuisce le prime a S. Luca (infatti sempre rappresentato nell’atto di dipingere l’icona della Madonna). Ce n’è invece un’altra che ricollega l’icona alla sacra sindone, non eseguita da mano d’uomo, ma il cui ruolo di protezione e di vittoria sul male è maggiore rispetto a tutte le altre icone, anche quelle della Madonna e dei santi. L’icona, comunque, ha un suo posto particolare nell’arte bizantina, legata quindi a Bisanzio, poi divenuta Costantinopoli, capitale dell’impero romano d’oriente. Mentre in Occidente è abituale la divisione tra arte antica e arte medievale,, l’icona perdura fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453 e oltre, specialmente nei nuovi centri artistici sorti in concomitanza con la diffusione dell’ortodossia in Russia, Macedonia ecc. Purtroppo molte antiche icone sono andate perdute per opera degli iconoclasti, ma fu proprio in quell’epoca che ne emerse l’importanza, anche attraverso le sofferenze e il martirio di molti difensori dell’icona, e che si è sviluppata la teologia necessaria per comprenderle. Nell’esecuzione di un’icona si segue un canone ricco di significati simbolici. Un significato ben preciso hanno anche i colori, essi infatti non possono essere considerati come un semplice mezzo di decorazione, ma fanno parte del linguaggio che tende ad esprimere il mondo “divino”. ° L’oro indica la luce ° Il bianco la purezza e la trasfigurazione ° Il nero le tenebre, la non conoscenza ° Il rosso simbolizza il divino ° Il blu e il verde ciò che è umano Inoltre l’alfa e l’omega che si trovano in molte icone poste ai lati dell’immagine di Cristo richiamano il passo dell’Apocalisse 2, 13, dove si afferma la divinità del Figlio consostanziale al Padre. Ma vediamo come si realizza un’icona.

MATERIALI UTILIZZATI Legno grezzo: si può utilizzare legno massello, multistrato o lamellare, ma deve essere grezzo, se è già trattato deve essere riportato a vergine. Colla di pesce (o ittiocolla) Gesso di Bologna: minerale costituito essenzialmente da solfato di calcio con due molecole di acqua di cristallizzazione detto comunemente solfato di calcio biidratato. Caratteristica di questo tipo di gesso è che a differenza degli altri (alabastrino, scagliola ecc.) che induriscono solo con acqua, ha bisogno di un collante per indurire. Prima di tutto va preparata la colla di pesce con una proporzione di 1 a 10 ( 1 parte di colla e 10 di acqua) a bagnomaria. Una volta sciolta ne va presa una piccola quantità e diluita al 50% con acqua. Con questa si fa l’imprimitura passandone una mano tirata sul supporto ligneo (davanti, dietro, bordi) su cui si dovrà eseguire il lavoro. Nella colla originaria (quella sciolta con la proporzione 1 a 10) si inzia ad aggiungere il gesso di Bologna (precedentemente setacciato per renderlo fine, senza grumi). Lasciare che la colla assorba il gesso, senza mescolare perchè si creerebbero delle bolle d’aria. Girare il composto (per rendersi conto della densità) solo quando il gesso di Bologna affiora in superficie. Dovrà avere la consistenza di uno yogurt. Una volta pronto il gesso e colla passare una mano tirata su un lato e i bordi della tavola. Aspettare che cominci ad asciugare (diventando man mano di colore bianco) e iniziare a dare delle mani a spessore (ogni volta di senso inverso alla precedente incrociando i passaggi), cercando con il pennello di sfiorare la superficie per non creare troppe irregolarità (dovrebbe infatti risultare una superficie piuttosto liscia). Tra una mano e l’altra non è indispensabile che il gesso e colla inizi a diventare bianco, l’importante è attendere che la superficie diventi opaca, ciò vuol dire che la colla di pesce inizia a solidificare, diventando gelatinosa, rapprendendosi dopo poco tempo. Data l’ultima mano (la seconda o la terza) lasciare asciugare bene prima di continuare il lavoro. Una volta pronto si carteggia il supporto così preparato per ottenere una superficie abbastanza liscia. Si inzia con una carta vetrata a grana media (150/180) e poi si finisce con una mano sottile (800/1200), per togliere i graffi dell’altra carta. Anticamente venivano date anche fino a 8 mani di gesso e colla, alternativamente da sinistra a destra, dall’alto in basso e si lasciava asciugare all’aria. Si cospargeva infine una sottile polvere di carbone, in modo da evidenziare le eventuali protuberanze che venivano eliminate prima con un raschietto uncinato e poi con uno piatto usato con mano leggera. Il materiale eccedente veniva spazzato via con penne di gallina o d’oca per non graffiare minimamente la superficie. Durante la seconda metà del XV sec., le preparazioni si ridussero progressivamente di spessore. Dopo aver spolverato bene la superficie (precedentemente carteggiata), si riporta il disegno e si può iniziare a creare delle cornici e particolari a rilievo, cercando di fare questo lavoro con precisione, servendosi magari dello scotch di carta, su i cui bordi esterni andrà passata la pietra agata, o qualsiasi pietra che non si sgretoli o si sfaldi, per non far penetrare il gesso e colla al di sotto dello scotch.

IMPORTANTE Bisogna togliere lo scotch prima che il lavoro si asciughi troppo, perchè a quel punto non sarà più possibile staccarlo. Per creare le cornici e i particolari a rilievo verrà utilizzato un gesso e colla più denso che prende il nome di Pastiglia. Su questo lavoro tante sono le possibilità di decorazione, le superfici possono essere infatti oltre che a rilievo anche incise per mezzo di bulini, si possono aggiungere gemme di vetro o altri elementi, ottenendo dei risultati di grande effetto.



4 Commenti

  1. Puoi usare la colla di coniglio oppure quella di pesce.
    Sì, è meglio imprimere entrambe le facce e i lati della tavola per evitare che il legno “s’imbarchi”.
    Ciao e buon lavoro

  2. Ciao vorrei provare a realizzare un’icona sacra.
    Da quel che ho letto per imprimere la tavola è necessaria solamente la colla di pesce e il gesso. In altri siti avevo sentito anche di usare la colla di coniglio.
    Comunque devo imprimere entrambe le facce o solo quella da dipingere?

  3. EH! Vorrei saperlo anch’io!!!

  4. Ho un cugino in Romania, giovane e bravo che dipinge delle bellissime icone e vorrebbe venderle. Come fare?