Gomma arabica, Gommalacca, Metilcellulosa, Sandracca, Tempere all’uovo

Pubblicato il 10 Dicembre 2007 da Margherita Briganti.
Categorie: Arte, pittura, decorazione.
Gomma arabicaGOMMA ARABICA

La gomma è una mucillagine vegetale che ha origine nella corteccia degli alberi. Questo tipo di gomma in particolare si ricava da varie specie di acacie che si trovano in Arabia, per cui prende il nome di arabica.

Può essere in forma di granuli bianchi, trasparenti, friabili o in polvere. Ha la proprietà di non rapprendersi in gelatina. Si scioglie in acqua e va preparata un giorno prima dell’utilizzo.

Si utilizza per l’acquerello e veniva usata anche per la miniatura, per lacca povera, la pittura, la guazzo, quindi su supporti quasi sempore cartacei.

 

gommalaccaGOMMALACCA

Per modificare il colore, antichizzare, proteggere la foglia d’oro o d’argento si utilizza la gommalacca.

La gommalacca è il prodotto di una simbiosi tra la resina di una pianta delle indie orientali e un insetto che ci vive.

In commercio si trova in bastoni, grani, ma soprattutto in scaglie e prepararla è semplicissimo. Si riempie un recipiente di vetro, che abbia una chiusura ermetica, con gommalacca in scaglie e si versa dell’alcol a 94° fino a ricoprirla, lasciando anzi un dito di alcol sopra. Il giorno dopo è pronta per essere usata. Si mantiene nel tempo, l’importante è che il contenitore rimanga ben chiuso.

IMPORTANTE – La gommalacca essendo una lacca a base alcolica teme l’acqua e l’umidità. Alla presenza di una delle due, invece di mantenere il suo colore giallastro-trasparente, inizia a diventare bianca, rovinando così la patina che si sta creando. A questo inconveniente si può ovviare utilizzando sempre pennelli asciutti o puliti accuratamente in alcol e facendo questo lavoro in un luogo esente da umidità.

Se nulla di tutto questo sarà eseguito e la gommalacca comincia a "sbiancare" si può avvicinare all’oggetto una fonte di calore (es. un fon).

metilcellulosaMETILCELLULOSA

La metilcellulosa è una sostanza organica che deriva dall’etere di cellulosa. Gli eteri di cellulosa sono ottenuti dalla reazione di un alcale con gli idrossili della cellulosa stessa.

E’ di origine vegetale, è una polvere di colore bianco-giallastra che può essere utilizzata per dipingere su muro (per creare tempere, velature, antichizzazioni), legno e con aggiunta di altri elementi sianche su carta.

E’ un’ottima colla per la carta quindi si presta per decoupage, lacca povera e per carte da parati.

COME SI PREPARA – La metilcellulosa si scioglie in acqua (per accelerare i tempi si può utilizzare anche acqua calda), altrimenti si prepara il giorno prima dell’utilizzo.

La sua densità (quindi la quantità di acqua) varia rispetto all’uso che bisogna farne. Per una pittura o una velatura potrà essere più liquida.

Per prepararla si prende un recipiente quasi colmo di acqua, si gira a mulinello per impedire che la polvere crei grumi e si versa a pioggia la metilcellulosa (la migliore in commercio è la Glutolin L scatola verde).

Per avere una consistenza abbastanza liquida comunque si può mettere:

  • 1 parte di metilcellulosa
  • 10 parti di acqua.

Per mantenerla nel tempo basta aggiungere un pò d’aceto di vino e tenerla ben chiusa.

Una volta pronta (il giorno dopo è perfetta) si unisce ai pigmenti (macinati precedentemente in acqua) per dipingere, per ottenere velature, delle tempere (unita al Bianco Meudon – carbonato di calcio – e pigmento), degli stucchi (unita al Bianco Meudon).

La metilcellulosa crea dei colori molto trasparenti e quando asciuga schiarisce.

 

sandraccaSANDRACCA

La sandracca è una sostanza ricavata dalla resina delle cipressacee. E’ insolubile in acqua, solubile in alcol.

Si trova in commercio sotto forma di grossi grani, per facilitarne lo scioglimento bisogna frantumarli il più possibile mediante un martello.

Dopo aver ottenuto una grana più fine, si mette in alcol a 94° (99° sarebbe meglio), in un recipiente ben asciutto o pulito con alcol e ben chiuso.

L’alcol dovrà superare la sandracca di 2/3 dita. Lasciare sciogliere a lungo.

Se si ha poco tempo a disposizione, si velocizza il processo di scioglimento a bagnomaria: una volta portata ad ebollizione l’acqua, spegnere il fornello e solo allora immergere il recipiente nell’acqua calda e girare bene con un bastoncino la sandracca depositata sul fondo.

Si prende un altro recipinte e vi si filtra dentro la sandracca per mezzo di una tela, una calza (qualcosa comunque che andrà gettato).

A questo punto la sandracca potrà essere utilizzata, meglio fare una prova per accertarsi della giusta densità. Se è troppo densa aggiungere alcol. Vanno date mani tirate perchè se date a spessore creano l’effetto craquelé.

IMPORTANTE – Essendo una lacca a base alcolica la sandracca teme acqua e umidità. Quindi bisogna utilizzare pennelli sempre asciutti o puliti più volte in alcol.

In presenza delle due infatti diventa di consistenza lattiginosa e di colore bianco.

QUANDO SI UTILIZZA – Come finitura trasparente lucida di qualsiasi dipinto a tempera su supporto ligneo e di altre lacche (può essere passata infatti su lacche animali, gommalacca).

Se colorata si può utilizzare per laccature di mobili e oggetti in legno.

TEMPERA

Per tempera s’intende quella tecnica che usa acqua per sciogliere i colori e per legante altra sostanza che non sia olio, ma emulsioni di uovo, latte, colle, gomme, cere o altro.

Il termine deriva da "temperare", nel senso di stemperare i colori o anche di mescolare in misura giusta.

Quindi per riassumere, la tempera indica tutti i leganti in forma semplice o in misture più complesse usati nella storia delle tecniche artistiche come medium per i colori.

Il periodo di massimo uso della tempera è anteriore all’affermarsi e al diffondersi della pittura ad olio vera e propria (tra il ’400 e il ’500 per opera di Van Eyck).

E’ la tecnica dei dipinti "mobili" medievali, eseguiti in massima parte su legno.

Nella storia della tecnica artistica, il legante sicuramente più utilizzato per la pittura a tempera fu il rosso d’uovo..

Il rosso d’uovo è un’emulsione di varie sostanze, tra cui soprattutto proteine, lipidi ed emulsionanti.

Quando è fresco, il rosso d’uovo contiene circa il 51% di acqua, il 15% di proteine, una quantità di lipidi che varia tra il 17%e il 38%, e la lecitina (9%), con proprietà emulsionanti.

Di questi elementi, lipidi, grassi ed olii presenti non hanno caratteristiche di olii siccativi e nella formazione del film pittorico hanno solo una funzione plastificante.

La lecitina ha invece una funzione determinante ai fini della pratica artistica, in quanto funziona da stabilizzatore dell’emulsione, e permette l’aggiunta, entro i limiti, di altre sostanze, senza che si verifichino separazioni di fasi. Ad esempio, questo fattore ha permesso l’aggiunta alla tempera all’uovo di olii siccativi, formando la cosiddetta TEMPERA GRASSA.

TEMPERA GRASSA

Come si prepara (in parti uguali):

  • TUORLO D’UOVO
  • ACQUA
  • OLIO DI LINO COTTO (olio siccativo che la rende anche più densa e lucente)
  • ESSENZA DI TREMENTINA (solvente dell’olio)

Si utilizza per dipingere su tavola, su legno trattato con gesso e colla, su muro, su tela, su camottatura (tela fissata su legno con gesso e colla), per ritocchi a secco su affresco.

Per mantenerla qualche giorno si può mettere in frigo.

 

TEMPERA MAGRA

Come si prepara:

  • ALBUME D’UOVO (montato a neve perchè per raccogliere le proteine è necessario romperne le membrane, il liquido risultato viene utilizzato come legante)
  • ACQUA (poca per diluirlo)
  • ACETO (poco come antifermentativo per mantenerlo)

L’insieme di questi elementi viene utilizzato come legante dei colori freddi (azzurri, verdi, bianchi).

 

  • TUORLO D’UOVO
  • ACQUA (poca per diluirlo)
  • ACETO (poco come antifermentativo per mantenerlo)

L’insieme di questi elementi viene utilizzato come legante dei colori caldi (gialli, rossi, bruni).

 

Questa tempera è èiù trasparente e meno utilizzata perchè la totale assenza di grassi la rende più sensibile all’acqua.

 

IMPORTANTE – La tempera va sempre aggiunta al pigmento quando questo è stato già macinato in acqua.

Prima di iniziare a dipingere ricordarsi di fare L’IMPRIMITURA del supporto, vale a dire la preparazione della superficie destinata a ricevere il colore utilizzando la tempera e l’acqua in parti uguali (50% tempera – 50% acqua).

 

E’ possibile indicare tre grandi periodi nei modi d’uso della tempera a seconda delle diverse esigenze nella resa dell’oggetto artistico: il periodo anteriore alle grandi innovazioni alla fine del Duecento e l’inizio del Trecento e che indicheremo come tecnica delle sovrapposizioni successive del colore;n il Trecento e il primo Quattrocento in cui il colore è usato per graduato accostamento; infine dopo la metà del Quattrocento in cui il colore è reso per velature successive.Tempera a sovrapposizione di colore

 

Vediamo il primo modo: se si osserva una tavola duecentesca si vedrà che, se mentalmente si tolgono le larghe strisce di colore che la percorrono, si ottengono le figure della rappresentazione campite per ciascun colore con una stesura pressocchè uniforme. Il pittore quindi operava in questo modo: segnati i profili delle figure, stendeva quasi uniformemente i colori, poi determinava le particolarità, i rilievi, le incavità delle figure con l’andamento lineare delle pennellate, dava le luci finali ed eventualmente ripassava i profili di contorno. Un sistema grafico che pone la rappresentazione in piano piuttosto che in profondità.

 

Tempera a gradazione di colore

 

Per quanto riguarda il secondo metodo, l’innovazione tra il Trecento e il primo Quattrocento sta nel fatto che non si procede più per campiture uniformi e per linee sovrapposte, ma, preparato il disegno, spesso con la determinazione dei chiari e degli scuri, si procede con i diversi colori e le loro diverse tonalità, stendendo accuratamente per accostamento e per fusione. Non si dava sulla superficie prima tutto un colore, poi tutto un altro, dove questi interessavano, ma si procedeva con tutti i colori zona per zona, figura per figura, fino al compimento.

 

 Sandro Botticelli - Madonna del Magnificat

In ultimo, nel secondo Quattrocento si sviluppa enormemente l’uso della velatura, che per trasparenza riempie il disegno e modifica il colore sottostante. Con ciò si da importanza alla profondità, allo spazio e ai dettagli. Attraverso le velature si ottengono le più dolci graduazioni e la varietà dei riflessi luminosi. Alcune volte il massimo della luminosità è ottenuto lasciando trasparire il bianco della preparazione (vedi Botticelli).

 

E’ importante sapere che i colori a tempera con l’uovo asciugano rapidamente e vi si può dipingere sopra più volte.

Applicati ad un fondo liscio di gesso i colori temperati ad uovo creano una superficie piuttosto lucida, Quando è asciutta e un pò invecchiata la pittura ad uovo diviene molto resistente e duratura, è quasi impermeabile. Non scolora nel tempo e non ingiallisce come avviene spesso con l’olio.

Sotto la sporcizia e le vernici, molte opere medievali a tempera all’uovo sono fresche e brillanti come quando furono fatte. Se sono alterate, le cause del cambiamento sono da cercare nei fondi, nei pigmenti o nelle condizioni esterne, ma non nel legante.

Le pitture a tempera all’uovo sono generalmente cambiate meno in cinquecento anni che i dipinti ad olio in trenta.

IMPORTANTE – Se tra diverse mani di colore si dovesse creare un film pittorico impermeabile, dovuto ad un’eccessiva quantità di legante, si può passare sulla superficie una mano tirata di FIELE DI BUE.

Il fiele di bue è il prodotto della secrezione del fegato e delle ghiandole biliari. Ha la proprietà di sgrassare la superficie come fosse un sapone, permettendo quindi al colore una più facile adesione.

In mancanza di fiele di bue si può utilizzare una patata, cipolla o aglio che hanno lo stesso potere sgrassante e adesivo.

Permettono anche di ritoccare a tempera su superfici oleose.

 

TEMPERA MISTA

Come si prepara (in parti uguali):

  • 1 ROSSO D’UOVO
  • ACQUA
  • METILCELLULOSA
  • GOMMA ARABICA
  • OLIO DI LINO COTTO (poco)

Si aggiunge poco olio di lino cotto perchè la gomma arabica tende a screpolarsi e l’olio la rende più elastica.

In mancanza di olio di lino cotto si può utilizzare l’olio di noce.

Addizionando olio si ottiene una tempera dai colori più vivi e brillanti.

Plastificanti della gomma arabica però sono lo zucchero, il miele e la glicerina. Addizionando uno di questi elementi otteniamo una tempera dai colori più chiari e trasparenti.



Commento del 21 Settembre 2016.

Grazie. Spero verrai a rileggermi con più calma

  angela
Commento del 29 Agosto 2016.

esempi chiari ed efficaci….ho letto di fretta ma ho trovato gli argomenti ben descritti di semplice interpretazione
grazie!!!
Angela Pansini

Commento del 4 Maggio 2013.

La gomma arabica può essere in forma di granuli bianchi, trasparenti, friabili o in polvere. Ha la proprietà di non rapprendersi in gelatina. Si scioglie in acqua e va preparata un giorno prima dell’utilizzo. Si utilizza su supporti quasi sempre cartacei. Una particolarità di questa gomma è che forma un film piuttosto fragile che tende a screpolarsi, ha quindi bisogno di una sostanza plastificante che ne impedisca lo sfaldamento della carta. Per plastificanti si intende: zucchero, miele o glicerina.
Come si prepara:
- 1 parte di gomma arabica
- 2 parti di acqua

Si scioglie bene e si usa il giorno dopo la preparazione, poi si prende dello zucchero (o miele, o glicerina) si scioglie bene in poca acqua e se ne aggiunge un pò alla gomma che si utilizza.
Ciao, buon lavoro

  sport-telegram.com
Commento del 1 Maggio 2013.

Davvero bello il tuo http://megcreative.blog.tiscali.it ,
l’ho trovato cercando ” concorso di scuola superiore ” in Google

  donato
Commento del 24 Aprile 2013.

complimenti per il sito,
vorrei sapere come fare a sciogliere la gomma arabica in scaglie, dato che quando la diluisco con l’acqua, questa forma un pastone e non riesco a scioglierla, le parti sono 1 di gomma e 3 di acqua,
grazie
dm

  Alibaba Ostrega
Commento del 18 Novembre 2012.

Complimenti. Ogni forma di espressione artistica ma soprattutto artigianale è esattamente quello che serve all’Italia e che l’ha fatta grande. Peccato sia l’unica cosa contro la quale tutti, al giorno d’oggi, si accaniscono. CONTINUA!

Commento del 24 Ottobre 2012.

ciao Aldo, la puoi trovare nei negozi che vendono pitture e carte da parati.

  Aldo
Commento del 23 Ottobre 2012.

Desiderei conoscere dove si compra la metilcellulosa in polvere.
Cordialmente Aldo Paris