Per questo nuovissimo lavoro, ho preso spunto da un progetto pubblicato sull’ultimo numero di Laboratorio di decoupage.

Nel progetto originale è stata usata la pasta di carta che , non avendo trovato, ho sostituito brillantemente con la pasta espansa. Credo, cmq, che possa andare bene qualsiasi pasta a volume.

L’esecuzione è molto semplice:

Bottiglia etnikaDopo aver sgrassato la bottiglia con alcool, ho passato una mano di primer. Una volta asciutta ho inserito, con l’aiuto di una spatolina, la pasta espansa in una siringa senza ago ed ho cominciato a disegnare dei decori a rilievo (cioè senza appoggiare la siringa sul vetro).

Il giorno dopo ho passato due mani di “colla e  fondo trasparente per vetro” (perchè non avevo il fondo opaco all’acqua come era indicato nella spiegazione) e una volta asciutto ho cominciato a colorare alternativamente le spirali e i decori con acrilico giallo e arancione creando delle sfumature. Infine, con terra d’ombra e nero mischiati uniformemente, ho steso due mani sulle parti rimaste incolore.

Ad asciugatura avvenuta ho steso il bitume di giudea all’acqua sulle parti colorate di giallo e arancio, insistendo sui punti nascosti, e subito ho asportato con un panno l’eccesso.

Con l’arancione ho dipinto un cerchio sulla parte della bottiglia che ho lasciato libera dai decori e utilizzando un pennellino “00″ e l’acrilico giallo, ho disegnato delle greche intorno al cerchio. Sempre con il giallo ho dipinto il sole. Ho copiato a mano libera il disegno dei Masai dipingendoli con gli stessi colori della carta. (In alternativa si può usare la carta per decoupage come nel progetto originale).

A questo punto mi rimane solo di stendere un paio di mani di vernice satinata all’acqua su tutta la superficie della bottiglia, ma ho voluto pubblicare la foto prima della stesura della vernice per evitare  gli antiestetici riflessi del flash.